Progetto jatropha

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Jatropha Energy System in Rwanda


Proposta di Assistenza
Firenze, 23 Dicembre 2010


Committente    Associazione ONLUS Solidarietà Terzo Mondo di Sondrio –Parrocchia di Rulindo (Rwanda)
Project manager    Dott. Ing. Giovanni Venturini Del Greco
Uff: +39 055 46 30 471
Cell +39 34669 63 009
Email: giovannivdg@agroils.com






INTRODUZIONE
La cittadina di Rulindo è situata a 40 km nord-ovest dalla capitale Kigali sull’asse turistico-commerciale che conduce nell’area dei grandi vulcani e sul confine con Uganda a nord e Rep. Democratica del Congo ad ovest. La zona è caratterizzata da un clima umido semi-equatoriale ad un’altitudine media di 1400 mt slm. Le temperature medie rimangono pressochè costanti (circa 24° C). Durante l’arco dell’anno si alternano una stagione secca ( giugno - settembre ), una stagione delle piccole piogge ( ottobre - febbraio ) ed una delle grandi piogge ( marzo - maggio ).
Il tessuto urbano del distretto di Rulindo sta conoscendo uno sviluppo positivo ma soffre della mancanza di acqua potabile. Nonostante tale distretto sia ricco di risorse idriche, le varie sorgenti della zona non sono opportunamente sfruttate e pertanto l’acqua potabile non è distribuita alla popolazione. Il tasso di disoccupazione è molto elevato. Tre quarti della popolazione vive sotto la soglia di povertà internazionale di US $ 1,25 al giorno.
Il governo ha abbracciato una politica fiscale espansiva per ridurre la povertà migliorando l'istruzione, le infrastrutture ed appoggiando gli investimenti stranieri favorendo conseguentemente il mercato interno anche se le carenze energetiche, l'instabilità negli Stati vicini e la mancanza di collegamenti di trasporto adeguati rendono difficoltoso tale sviluppo.
L’agricoltura è prevalentemente di sussistenza ed il territorio si contraddistingue da un paesaggio collinare con una vegetazione arbustiva di taglia medio-piccola, soggetta ciclicamente a fenomeni di taglio da parte della popolazione locale. Questa attività è principalmente finalizzata alla produzione di carbone venduto nel mercato come combustibile domestico.
Se coltivata in terreni marginali o degradati, la coltivazione della Jatropha curcas non sottrae terreno utile all'agricoltura alimentare e acqua potabile all'uso umano, garantendo al contempo la protezione del suolo e la prevenzione dai fenomeni di desertificazione.
Dalla spremitura dei semi del frutto di Jatropha curcas si ricava un'elevata percentuale di olio vegetale. L'olio di Jatropha è un biocombustibile con numerose applicazioni in campo energetico. I semi contengono circa il 30-38% di olio, non commestibile ma utilizzabile tal quale come comune combustibile, ovvero come carburante, previa semplice filtrazione, in motori Diesel opportunamente adattati, oppure trasformabile in Biodiesel tramite trans-esterificazione e impiegabile in tutti i motori Diesel senza alcuna modifica specifica.
La Jatropha curcas è in grado di crescere in terreni marginali e degradati e per questo è spesso impiegata per combattere l’erosione dei suoli e i processi di desertificazione.
Tradizionalmente l'olio si usa a scopo combustibile, per cuocere o per illuminare; è anche utilizzato per produrre saponi, lubrificanti, cosmetici, base per prodotti chimici. Si è affermata la sua capacità a produrre carburanti. I carburanti prodotti sono essenzialmente di due tipi:
Olio vegetale tal quale che può essere impiegato come combustibile per produrre energia elettrica in generatori diesel;
Biodiesel che può sostituire in buona parte il carburante diesel di origine fossile.
Può essere utilizzato direttamente, come combustibile per:
• Caldaie
• Generatori di energia
• Cogeneratori

1-OBIETTIVI
Gli obiettivi che si intende perseguire attraverso l’intervento sono:
1)    lo sviluppo di un sistema sostenibile per la produzione di energia rinnovabile basato sulla valorizzazione delle risorse locali. Il metodo prevede un sistema integrato per la produzione di energia rinnovabile e di generi alimentari. Sulla base dell’identificazione di possibili utenti finali, il progetto si identifica nella coltivazione di colture energetiche pluriannuali, come la Jatropha curcas, la Moringa o la Pingamia, per la produzione di olio vegetale da destinarsi alla generazione di energia elettrica attraverso generatori stazionari
2)    valorizzazione di co-prodotti e sotto-prodotti (sansa e residui d’olio) per la produzione di charcoal e sapone
3)    l’integrazione del sistema energetico con la coltivazione di colture alimentari finalizzata alla vendita di prodotti agricoli nel mercato locale e/o all’autoconsumo

2-BENEFICI
I principali benefici attesi dall’intervento sono:
1)    l’aumento del reddito dei soggetti coinvolti (beneficiari)
2)    l’aumento dell’imprenditoria locale
3)    l’inserimento nel mondo del lavoro delle donne con conseguente miglioramento delle loro condizioni  (empowerment)
4)    il miglioramento della qualità della vita derivato dalla disponibilità di energia per l’illuminazione elettrica, la ricarica di batterie, la generazione di potenza meccanica
5)    in caso l’area di intervento sia un’area degradata, il ripristino della fertilità del suolo
6)    la produzione di charcoal da biomassa residuale come sostituto della biomassa legnosa ottenuta con pratiche poco sostenibili come lo “slash and burn”
7)    la produzione di energia rinnovabile a basse emissioni
8)    gettare le basi per replicare il sistema presso altri villaggi
9)    offrire know-how agricolo agli attori interessati che vogliano promuovere il prodotto a livello di crescita nelle comunità locali
10)    lo sviluppo e l’offerta sul mercato di vari sottoprodotti per aggiungere valore al processo produttivo, inclusi fertilizzanti organici, compost sfuso e/o in pallets

2-IMPATTO AMBIENTALE E SOCIALE
L’impatto ambientale previsto deve essere studiato accuratamente durante la missione in loco. E’ infatti necessario analizzare quale impatto potrà avere l’intervento considerando la pressione antropica sull’ambiente e gli equilibri uomo-ambiente esistenti.
In via preliminare, si prevede che la coltivazione di colture energetiche possa avvenire in aree non utilizzate o degradate, con il minore impatto possibile sulle coltivazioni esistenti. Al contrario, nel momento in cui si riuscisse a identificare dei possibili sbocchi di mercato, il progetto dovrebbe riuscire ad aumentare la produzione di generi alimentari addizionali, attraverso lo sviluppo di pratiche di intercropping (coltivazione delle superfici interfilari) o side-cropping (coltivazione a fasce di superfici adiacenti).
Seppur l’intervento non preveda lo sviluppo di superfici colturali superiori ad alcune decine di ettari, nella fase di progettazione verrà valutato se parte o tutta la coltivazione possa avvenire attraverso lo sviluppo di siepi a protezione dei campi.
Nella fase di progettazione verrà effettuata un’analisi agronomica e ambientale preliminare del sito ovvero:
descrizione della vegetazione esistente
descrizione della morfologia
Acquisizione dati pedo-climatici dell’area
localizzazione ed identificazione delle differenti unità di terra presenti
identificazione delle risorse idriche e corpi di acqua stagionali e perenni
analisi della viabilità interna ed esterna presente nell’area
individuazione e localizzazione degli insediamenti umani
interazione con comunità locali per definizione processo produttivo
analisi dei costi di mercato in loco
Analisi qualitativa dei suoli attraverso una campagna di campionamento e sezioni

Oltre agli aspetti ambientali verranno analizzati gli sociali del sistema. Verrà considerato se il sistema si può basare su tecnologie e competenze spesso già disponibili localmente, i quali consentono la messa a punto e la manutenzione del sistema particolarmente agevoli.
Verrà altresì considerato se l’introduzione del sistema consentirà lo sviluppo di piccole attività imprenditoriali, così come se esso può essere considerato uno strumento di supporto al processo di parificazione della donna, incoraggiandone un’indipendenza economica frutto delle attività di raccolta dei semi e produzione di sapone.



3-PARTI COINVOLTE (in loco ed in Italia)
Le parti coinvolte dovrebbero essere la Parrocchia di Rulindo in Rwanda, l’Associazione ONLUS Solidarietà Terzo Mondo di Sondrio e la società Agroils Srl di Firenze in Italia.

4-SUPPORTO TECNICO e PIANO di LAVORO
L’obiettivo del nostro supporto è di assistere l’Associazione nelle fasi iniziali di progettazione e promozione di un intervento in Rwanda mirato allo sviluppo di un sistema sostenibile che permetta il miglioramento della qualità di vita dei beneficiari.
La progettazione dell’intervento si articolerà nelle seguenti fasi:
1.    Identificazione dei soggetti beneficiari dell’intervento e analisi delle necessità
2.    Analisi del contesto di riferimento sociale ed ambientale
3.    Identificazione e analisi delle opzioni più idonee al soddisfacimento delle necessità
4.    Progettazione preliminare del sistema.
Nelle esecuzione delle suddette fasi è previsto lo svolgimento di una missione in loco della durata di circa una settimana ai fini di raccogliere di dati e le informazioni necessarie.  
Durante la missione in loco si prevede di avviare un piccolo vivaio dimostrativo di circa 2.000 piantine sufficienti ad installare un ettaro. Questa attività consentirà da un lato di raccogliere ulteriori informazioni utili al progetto, dall’altro di iniziare a formare alcuni beneficiari. Le piantine verranno trapiantate a Marzo.
L’out-put previsto dalla fase di progettazione è rappresentato dall’elaborazione di uno Studio di Fattibilità.
La promozione dell’intervento si articolerà nelle seguenti fasi:
1.    Supporto all’Associazione nella presentazione dell’iniziativa presso donors, partners, Istituzioni, etc.
2.    Invio del documento a clienti, partners della società Agroils
3.    Inclusione del progetto nella Newsletter di Agroils
4.    Pubblicazione del documento sul sito di Agroils e dell’Associazione Jatrophabook.
5.    Altre attività potranno essere concordate.

5-PERIODO DISPONIBILE PER RECARCI IN RWANDA
Dal 10 al 20 Gennaio.

6-STEP CHE SEGUIRANNO LA VISITA IN RWANDA (indicativi)
Progettazione dell’intervento: 6 settimane
Promozione del progetto: 4 settimane.

Il team di Agroils coinvolto in queste attività è solitamente composto da:
un Ingegnere Ambientale, (Project Manager) con esperienza nel campo forestale e nella progettazione di piantagioni di Jatropha.
Un ingegnere Gestionale con esperienza nei sistemi produttivi e nella logistica.

 

Figura 1 Cronogramma preliminare per l’intervento e analisi preliminare dei costi